Africa

Una Via Crucis speciale


Ieri mattina ho celebrato con Sr. Teresa e Sr. Josephine la via della croce piu’ significativa della mia vita. Il capo del campo Sobar, nella periferia della capitale, ci ha accompagnato a visitare le famiglie che  ormai da tre anni vivono in Sobar in attesa di tornare nella loro terra di origine. Recentemente il numero di famiglie in questo campo (uno dei tanti che si trovano nel deserto della citta’) e’ cresciuto di parecchio perche’ si sono aggiunte a loro tante altre famiglie che a causa della violenza sono scappate dalla loro terra di origine e sono tornate da dove erano partite, con la speranza di stare meglio.  Due settimane fa un incendio e’ divampato nel campo e tantissime baracche si sono trasformate in niente. Per fortuna poche persone sono rimaste ustionate ma quel poco che avevano e’ sparito nel giro di poco, divorato dal fuoco. E allora? Si ricomincia da zero!!!! Si raccimola quel poco che e’ rimasto, si cuciono alcuni pezzi di iuta e si cerca di costruire qualcosa che possa riparare dal sole forte del deserto. Passiamo di capanna in capanna, ci accolgono con un sorriso ma intravediamo la fatica di vivere in quella situazione disumana. Il campo e’ pieno principalmente di bambini e di donne. Intorno ad un recipiente di latta ci sono bambini che mangiano un po’ di miglio, un po’ piu’ in la’ altri che giocano e tutto intorno, cenere, letti, piatti,sedie…. tutto bruciato!!! Non c’e’ acqua (se non quella che si compra quando passa il carretto trainato dall’asino e che e’ raccolta nel fiume Nilo) e non ci sono bagni. Quanta sofferenza intorno a noi ma ci ricordiamo che siamo mandate per essere segni di speranza e allora ci fermiamo a parlare con la gente, pensiamo a come poter aiutare, soprattutto i bambini che sono tanti. Anche la scuola che sr. Teresa aveva organizzato per loro alla meglio sotto teli di iuta e’ sparita, divorata dal fuoco e della cucina dove si preparava un po’ di cibo per i bambini non e’ rimasto niente…. per fortuna e’ vacanza e ci sara’ tempo per riorganizzarci.

Quando abbiamo lasciato il campo Sobar eravamo senza parole. Ognuna di noi pensava a quella VIA CRUCIS, pensava a quei volti sofferenti, all’anziana signora che i vicini hanno salvato durante l’incendio e che ha un braccio bruciato ma non ha soldi per andare da un dottore… Grazie Signore perche’ dopo la croce c’e’ sempre la resurrezione…. e ci sara’ anche per questi fratelli e sorelle che ti stanno aiutando a portare la tua croce!!!!!
Sr. Roberta

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